Frammenti di memoria di persone comuni nate, vissute o passate dalla provincia di Arezzo

SANTUZZA LISCHI CORADESCHI, LA BEPPA ERA DEPRESSA – PARTE SECONDA

Il primo incontro di Santuzza e Beppa era avvenuto quando ancora Santuzza non conosceva la depressione, adesso che anche lei è depressa, è incuriosita dal male della conoscente e scopre che la Beppa è curata dal medico condotto, questa è già una prima, forte differenza con la protagonista che invece ha disponibilità economiche e conoscenze per essere curata dai migliori medici specialisti dell’Arezzo degli anni Settanta.

se, quando andai a trovarla, circa dieci mesi orsono, mi sembrò molto malata, oggi lo è di più. È pallida, magra, sparuta e invecchiata. Sta seduta su uno sgabello nel canto del fuoco, anche se il focolare è spento. È apatica, quasi non ci saluta e comprendo che, a differenza di una volta, la nostra visita le appare un’intrusione. Ma oggi sono troppo interessata per lasciarmi disarmare dal suo mutismo e dai suoi modi poco ospitali. Una volta restate sole le dico subito che ho la sua stessa malattia, che soffro tanto, che vorrei parlarne con lei, che potremmo aiutarci a vicenda. Questo desta il suo interesse. Lo sguardo si fa vivo e, non solo presta attenzione, ma anche lei fa domande. Vengo così a sapere che la cura il suo medico condotto e mi mostra le medicine: sono campioni di un complesso vitaminico, di Anatensol e di Transene. Dice che non le arrecano alcun beneficio, ma quando il suo medico gliele dà lei le prende, sempre sperando che facciano bene magari in seguito”.

Santuzza Lischi Coradeschi, Per tutte le Beppe, p. 41

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