Frammenti di memoria di persone comuni nate, vissute o passate dalla provincia di Arezzo

SANTUZZA LISCHI CORADESCHI, LA BEPPA ERA DEPRESSA – PARTE QUARTA

A Natale Santuzza e Beppa rimangono insieme e parlano della loro depressione, è un momento molto intimo, positivo per entrambe.

Il giorno di Natale ho trascorso il miglior pomeriggio da che sono depressa. Subito dopo pranzo, dopo previo accordo, mio marito è andato in campagna a prelevare la Beppa (…)

Un pomeriggio tutto per noi…Un pomeriggio di vero dialogo fra due che parlano la stessa lingua. Un dialogo in cui ci siamo specchiate ripetutamente l’una nell’altra, dove affioravano anche i ricordi di infanzia. (…) Avevamo molto bisogno di trovarci sole per parlare tanto di noi. È stata come una boccata d’aria dirci le solite cose che gli altri non possono capire. Parlando senza fine della nostra angoscia riuscivamo anche a riderci su, cosa che non avremmo potuto fare con nessuno (…) ci siamo messi dalla parte dei nostri figli, ma qui c’è stato ben poco da ridere. Come cresceranno. Quale opinione si faranno della vita dopo l’esempio che ogni giorno forniamo loro? Confessandoci di essere disposte a tutto, pur di stare meglio, io le ho detto che se trovassi la droga non esiterei un attimo a provarla. La Beppa, invece, pensando a qualcosa di meno costoso e più a portata di mano: “Io mangerei anche lo sterco di gallina”. La confessione mi ha fatto prima sorridere, poi storcere la bocca di disgusto. Il fatto è, che se tale sostanza fosse efficace, sarei capace di mangiarla anch’io”

Santuzza Lischi Coradeschi, Per tutte le Beppe, pp. 106/107

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