Frammenti di memoria di persone comuni nate, vissute o passate dalla provincia di Arezzo

SANTUZZA LISCHI CORADESCHI, LA BEPPA ERA DEPRESSA – PARTE QUINTA

Una tragedia tremenda scuote la già triste vita della Beppa.

 “Mamma, stanotte un militare in licenza s’è sfracellato con la sua moto contro un camion in sosta. Era Marco, il figlio della “Signora che piange”. Il nome e l’età che è la stessa di Elisabetta corrispondevano, ma non volevo crederci. Mi sono informata, ero proprio lui” (…)

Mentre un caldo sole di giugno sfolgora inutilmente, partecipo al corteo funebre che accompagna il giovane Marco al cimitero situato ai limiti del paese. La Beppa è vestita di nero. Non ho l’ardire di avvicinarla. La osservo. Se non fosse per l’abito a lutto che indossa, non si direbbe che è lei la mamma del ragazzo defunto. Ha gli occhi asciutti, nemmeno arrossati e lo sguardo fisso e vacuo. Più volte suo marito tenta invano di sostenerla prendendosela per un braccio. Lei alza il gomito e si schernisce scontrosa. Lo stesso gesto ripete quando le si avvicinano le donne del paese”

Santuzza Lischi Coradeschi, Per tutte le Beppe, pp. 169/170

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