LE SCARPE DEL RICCIOTTI
Il Ricciotti faceva e vendeva scarpe nel suo negozio, tanto tempo fa, a Stia.
Una mattina, quando il negozio non era gran che affollato, si presentò un signore, ben vestito, per acquistare un paio di scarpe.
Il Ricciotti gli mostrò con aria professionale tutto il campionario, finchè il cliente ne scelse un paio tra le più belle e costose.
– Si accomodi qui e se le provi – Disse il negoziante al suo cliente il quale, dopo aver calzato la prima scarpa e averne ben stretto i lacci, si alzò e con aria soddisfatta, muovendo il piede verso lo specchio, si compiacque per come la scarpa calzasse bene e si intonasse perfettamente al colore del vestito.
Posso provarmi anche l’altra? – Chiese il cliente.
– Certo, faccia pure – Disse il padrone.
Aveva fatto appena in tempo ad allacciarsi anche l’altra, quando dalla porta entrò un energumeno che, dopo aver ingiuriato il cliente, gli assestò un ceffone in pieno viso e fuggì giù per il borgo, con appresso il compratore, che voleva vendicarsi.
Il Ricciotti non riuscì a mettere a fuoco un avvenimento così rapido e improvviso; tuttavia si fece sulla porta e, facendo il tifo per il suo cliente, esclamava: – Lo piglia! Lo piglia! Vai che lo piglia! –
– Oh Ricciotti! – Disse un altro cliente, che aveva seguito la scena – Stavolta lo pigli tu: in tasca!
Alvaro Parri, Il casentino e la sua gente – Storie, fatti, leggende e novelle, p. 32


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