LA PARTITA A BRISCOLA DELLA DISCORDIA
Siamo ad Anghiari ed è da poco finita la Seconda guerra mondiale, c’è una lite, per futili motivi si direbbe oggi, tra il contadino e il padrone. Il ricordo della lite è di Antonio Ferrini.
E come non parlare dei fatti del Podere di Miraville e dei dissidi tra il colono Giuseppe Chiarini e il padrone G. Il contadino solitamente, faceva la sua partitina a carte in notturna al bar del paese. Il G., noto fascista, non voleva concedere qualche ora di svago al sottoposto e regolarmente ogni sera, gli slegava le bestie e mandava qualcuno a chiamarlo per ricondurre le incolpevoli nelle stalle. Ma il vecchio adagio «contadino, scarpe grosse cervello fino» funzionò anche questa volta. Una sera il Chiarini si appostò con il forcone in mano nel buio delle stalle e per il padrone una lunga corsa fu la sola ancora di salvezza. Ma ci voleva altro per fare abbassare la cresta a questo fascista. Ricordo che una volta durante una festa, rispedì a casa un suo colono: “I contadini sono essere inferiori e non possono tenere una cravatta”.
1944-1989 Pezzi di storia sindacale nell’aretino. Ricordi, immagini, documenti, p. 25

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