CHIUSI – MONTEVARCHI: GLI AQUILOTTI FINISCONO LA PARTITA IN SEI E SCAZZOTTATA FINALE
Siamo nel 1958 e il Montevarchi calcio è reduce da una scialba stagione nella Promozione toscana, girone B. Il Presidente è il cav. Piero Benucci, l’allenatore a inizio anno è Silvano Grassi sostituito poi da Mario Semoli, i bomber a fine stagione saranno Chilleri e Redighieri con 9 gol ciascuno. La stagione 1958 – 59 invece sarà una stagione esaltante e di lotta al vertice con il Chiusi ma nella decisiva partita di ritorno, giocata il 24 maggio 1959 succederà davvero di tutto. Ecco il racconto.
Si va a Chiusi senza Adurani infortunato e Chilleri militare, non avrà l’atteso permesso di ventiquattro ore per disputare la partita. Nonostante queste importanti menomazioni, i tifosi credono nella squadra e viene allestito un treno speciale per trasferire in terra senese il calore del Brilli Peri. Si parla di ottocento-novecento persone che seguirono l’ultima fatica di campionato della squadra rossoblù. Contrariamente alle previsioni gli aquilotti avvertirono maggiormente l’importanza della posta in palio, non riuscirono mai ad entrare in partita, come se i favori del pronostico li avessero penalizzati. La rete del Chiusi al 34′ del primo tempo, maturata in condizioni fortunose, sblocca il Montevarchi che comincia a giocare. Prima della fine del primo tempo, l’arbitro espelle Monatti e Gentini per reciproche scorrettezze. Il forcing dei rossoblù comincia a dare i suoi frutti e Redighieri viene atterrato in piena area. Alle proteste vibranti dell’aquilotto, l’arbitro Berardi di Imperia non trova di meglio che espellere il giocatore. Da qui in avanti l’uomo in giacchetta nera, zampettante come un ducetto in mezzo al campo, sarà l’unico protagonista dell’incontro. Indicherà la via degli spogliatoi a Chiaverini, reo di aver colpito un giocatore avversario a terra e un minuto dopo espellerà Brachetti che aveva troppo vivacemente protestato in favore dell’amico. Al 35′ del secondo tempo, quando Ricci in seguito ad un serio incidente di gioco dovrà definitivamente abbandonare il campo, l’arbitro verificato che i giocatori montevarchini rimasti erano solo sei, sospenderà la partita per mancanza del numero legale di calciatori. Una generale scazzottata fra sostenitori delle due squadre fu il triste corollario di una partita che rappresentava l’ennesima delusione per la tifoseria rossoblù. A giudicare dai referti ospedalieri, nell’incontro pugilistico vinsero i rossoblù: amara consolazione.
Manfredo Agnoletti, Massimo Anselmi, Carlo Fontanelli, Roberto Rotesi – Una storia lunga 100 anni – Montevarchi calcio Aquila 1902 – 2002, pp. 169-170

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