SCUOLA IN CONDIZIONI CRITICHE
Siamo nel 1990, un gruppo di studenti di Camucia lamenta le condizioni in cui versano alcuni dei plessi dell’Istituto professionale di Stato “G. Severini” di Cortona.
“I locali in cui gli studenti sono costretti a studiare sono inabili, i servizi igienici sono quasi inutilizzabili (porte che non si chiudono e cattivo odore che questi emanano). Gli intonaci si staccano dalle pareti e dai soffitti, nelle finestre trovano riparo colombi che ricoprono i davanzali di escrementi, favorendo il normale nascondiglio a pidocchi e altri animaletti. I topi morti sono da visionare in varie parti e certo non favoriscono l’igiene nè “la concentrazione” per lo studio: Il riscaldamento (nella sezione staccata in Via Nazionale) non avrebbe alcun difetto, ma funziona solo quando è aperta la banca e perciò in alcuni giorni la scuola non è riscaldata. Da questa sezione staccata sono stati fatti sgomberare gli studenti di tre aule, appunto perchè pericolanti e trasferiti a Palazzo Vagnotti. Comprensibile il disagio per alunni ed insegnanti. Una scuola “divisa” in tre diverse località è cosa davvero grave la gravità si ripercuote sull’apprendimento degli studenti perchè molto tempo viene sottratto nel raggiungimento della sede, all’insegnante. Inutile dire altro, gli studenti richiamano le autorità locali ad un impegno più concreto e non solo verbale, ma richiamano l’attenzione della opinione pubblica perchè si faccia carico di questa grave disfunzione e cooperi per una giusta soluzione. Gli studenti sollecitano anche il preside e la presidenza della banca (M /P /S /), perchè almeno si superino per l’anno in corso i più elementari bisogni di studenti e di insegnanti”.
Un gruppo di studenti camuciesi, L’Etruria 01/1990, p. 5

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