Frammenti di memoria di persone comuni nate, vissute o passate dalla provincia di Arezzo

STORICI NEGOZI CHE CHIUDONO

Nel nostro cammino tra Arezzo e la provincia, oggi andiamo a Laterina e in questo viaggio ci accompagna Giovanni Nocentini che per molti anni è stato memoria storica del paese anche attraverso i suoi libri. Giovanni ci racconta di una bottega storica che chiude, cioè di una realtà che accomuna piccoli paesi e grandi città, il mondo cambia…

LA BOTTEGA DEL CECCHERINI

Quando la notte mi accade di avere qualche incubo da cena pesante, sogno una saracinesca del Borgo Maestro, appena sopra la Macelleria, irrevocabilmente chiusa ormai da tempo. E il motivo di quell’incubo sta nel fatto che era quella, la più bella bottega di alimentari la cui scomparsa è stata il più duro colpo non solo all’immagine di Laterina, ma addirittura alla qualità della sua vita. La posta che di tanto in tanto si vede infilata sulla soglia sotto il battente della saracinesca e che sembra un fiore sulla tomba del commercio di paese, è la conferma che neanche il postino è ancora convinto che li dentro non ci stia più nessuno.

Era la bottega della Maria Rosa e della Corrada, vale a dire l’ultimo colpo di coda del Mito di Bista, di Guido e l’Agatina, i predecessori, cioè, che avevano portato avanti nella storia di Laterina, una stirpe di commercianti veri.

Quelle due ultime sorelle, al bancone di quella bottega, ci sembravano nate. Tanto la loro immagine si connaturava ad un ambiente unico, lindo, accogliente col suo costante profumo soft di cose buone, delicate. Nemmeno il cacio pecorino riusciva a “puzzare” in quella bottega, dove, persino gli scantinati profumavano delicatamente di salumi e di formaggi che da nessun altra parte potevi trovare. Il piano strada era un salotto, adorno di ogni delizia: profumeria, vini, biscotteria, liquori, dolciumi, confezioni regalo di cioccolatini e caramelle disposti con la grazia sapiente di mani femminili. E in tempo di Natale diventava un angolo incantevole: cavallucci, panforti, torroni, panettoni…. sembrava persino di sentir suonare le zampogne. E niente nonostante la relativa ristrettezza ambientale dava l’idea del mucchio: ogni cosa aveva il suo spazio, mai qualcosa sopra a qualcos’altro, ma accanto. Il che è molto diverso. E quando entravi li non avresti mai voluto uscire prima di aver comperato ogni cosa.

Ora, le due sorelle che continuano ad andare sempre insieme, potranno anche sentirsi libere da un peso che senza un uomo a fianco, magari per le operazioni più pesanti, poteva persino andare oltre le loro reali possibilità fisiche.

Ma, al di là di quel mucchio di ragioni che potrebbero essere persino sacrosante, chissà se sapranno mai quanto ci mancano.

Giovanni Nocentini, L’acqua da occhi, p. 137

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