Frammenti di memoria di persone comuni nate, vissute o passate dalla provincia di Arezzo

TRASLOCHI E FARE SFORTUNA IN AMERICA

Il breve diario, solo 63 pagine, di Rita Milaneschi è uno dei piccoli tesori che si trova all’Archivio dei diari di Pieve: un racconto semplice di come era il Casentino, le nostre campagne, le montagne, i paesi soltanto poco tempo fa. Rita a 9 anni ha dovuto smettere di andare a scuola per andare con le pecore, si è sposata e si è trasferita a Castel Focognano, per tutta la vita ha fatto la casalinga. Rita è nata nel 1931 ed è ancora viva. Non ci sono eventi straordinari nel diario e proprio perché è un racconto ordinario, normale e comune che ha ancora più valore.  

Ascoltiamo Rita:

“Per portare pochi mobili da Oli alle Coste non fu mica facile, i fratelli di mia mamma e del babbo li aiutarono, chi prese il tavolo a spalla, chi la madia, chi le sedie, il cassettone e così via, allora non c’erano le macchine e nemmeno le strade, ovvero le strade c’erano ma ci si poteva camminare soltanto a piedi e chi l’aveva con la miccia, l’asina, noi la chiamavamo miccia, più che strade erano sentieri.

Il mio nonno, il padre di mio padre, aveva la casa e anche dei terreni che coltivava e faceva le spese alla sua famiglia, però avrebbe voluto qualcosa in più, i primi anni del 1900 gli italiani andavano in America a lavorare, anche mio nonno fu richiesto da una ditta che già lavorava in America, così vendette dei campi per pagare il viaggio e partì.

Arrivato in America gli fu detto che non ne volevano più degli operai e con quella nave che era arrivato fu rimandato indietro, così quando ritornò a casa non aveva né campi né America, fu costretto a fare il contadino, il mezzadro”

Archivio Nazionale Diaristico, MP/14, Rita Milaneschi, “Ai miei tempi”, pp. 4/5

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